IL PROGETTO
ATTIVITA’
Celebrazione della “Giornata
della memoria” tramite testimonianze di ex deportati,
filmati e documenti, contestualizzazione storica a cura degli insegnanti.
Partecipazione al concorso bandito
dal Consiglio Regionale del Piemonte, Comitato per l'affermazione
dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana,
su tematiche inerenti la storia del '900.
La partecipazione al Concorso prevede un viaggio studio degli studenti
vincitori e dell'insegnante nei luoghi della memoria, a spese della
Regione Piemonte.
Nel corso degli ultimi 7 anni il nostro Istituto ha sempre vinto
il concorso e alcuni gruppi di studenti hanno avuto modo di conoscere
i più significativi campi di sterminio nazisti.
Viaggio Studio in un campo di
stermino nazista. Il momento centrale del percorso di approfondimento
introdotto dal "Giorno della memoria", è costituito
dal viaggio in uno dei luoghi dello sterminio, con la presenza-testimonianza
di un ex-deportato, per riflettere sui limiti estremi della barbarie
umana e per imparare a difendere i principi della democrazia.
Ogni anno partecipano al viaggio (parzialmente finanziato dalla
scuola) 45 studenti del triennio del corso diurno e serale.
FINALITA’ EDUCATIVE
• Mantenere viva l’attenzione delle giovani generazioni
sugli orrori devastanti della storia, sulla loro specificità
ed eventuale continuità con il presente.
• Riflettere sulle conseguenze del razzismo e dell’esclusione
sociale, per collaborare alla formazione di una coscienza etico-civile
responsabile.
• Sviluppare una cultura democratica ed aperta ai valori insostituibili
della pace e dell’unione con altri popoli.
PERCHE’ I LUOGHI, PERCHE’ I TESTIMONI…
Le giovani generazioni dimostrano un grande interesse per la storia
della deportazione nei lager nazisti, anche se ormai più
di 60 anni ci separano dalla fine della II guerra mondiale; vogliono
sapere, conoscere e hanno un gran desiderio di sentire le testimonianze
dirette dei deportati che si sono salvati dallo sterminio. La loro
reazione nei luoghi dove si è consumato l’orrore dello
sterminio, la “rottura di civiltà” dell’Occidente,
ci induce a credere che vedere con i propri occhi l’abisso
dell’umanità li aiuti a risalire più forti nel
loro presente e scoprire nella vittoria delle democrazie sul nazifascismo
le radici storiche delle nostre libertà individuali.
L’Europa, che si è formata ed unita dalle macerie della
guerra e dalla fine dell’odio razziale, che si è riconosciuta
nelle democrazie, è più sentita e consapevolmente
vissuta dai giovani quando riflettono sul suo doloroso percorso,
vedono e sentono “che questo è stato”.
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