L’I. T. S. G. “Guarino Guarini”,
istituito nell’A.S. 1967/68 come secondo
Istituto Tecnico Statale per Geometri dallo sdoppiamento dell’Istituto
“Carlo e Amedeo di Castellamonte”, fu così denominato
il 7 marzo 1969 dal Collegio dei Docenti, denominazione preferita
a quelle di Le Corbusier, Grandis, Antonelli.
Il numero degli studenti fu subito rilevante: 687
al diurno e 208 al corso serale (nell'A.S. 2005/2006, 635 allievi
al diurno e 313 al serale). Il corso serale, costituito nel 1970,
fu il primo e l’unico, nel settore, in tutta la provincia
di Torino. Buona parte della popolazione scolastica già negli
anni della fondazione proveniva, come oggi, da fuori Torino.
Negli anni ottanta e novanta si sono introdotti
i corsi ancora in vigore: il progetto Piano Nazionale d’Informatica
(PNI), prima e successivamente il Progetto 5. Progetti che integrano
e arricchiscono i percorsi tradizionali, sostituendoli e adeguandoli
ai bisogni formativi espressi dal mondo del lavoro e, in particolare,
alla professione di geometra e al proseguimento degli studi in ambito
universitario; con una crescente e sempre più specifica attenzione
allo studio e tutela dell’ambiente e del territorio.
Percorsi integrati con la Formazione Professionale, con
stages nel corso dell’anno scolastico e nel periodo estivo, insieme
con quelli del “Rientro in formazione” per gli studenti seralisti
e al progetto Sirio, sempre destinato all’utenza degli adulti, per
soddisfare una precisa e costante domanda di formazione continua, caratterizzano
i curricoli della nostra scuola.
Guarino Guarini.
Architetto (Modena 1624 – Milano 1683)
Guarino Guarini nasce nel 1624 a Modena, in giovane
età entra a far parte dell’ordine dei Teatini che lo
inviano a Roma per il noviziato.Trascorre nella città del
papa 8 anni, dal 1639 al 1647, durante i quali ha modo di conoscere
e studiare l’architettura barocca, soprattutto nell’interpretazione
del genio borrominiano.
Conclusi gli studi, torna nella città natale per essere ordinato
sacerdote e per iniziare la carriera accademica con l’insegnamento
della matematica e della fisica. In questo periodo approfondisce
lo studio degli aspetti teorici dell’architettura. Nel biennio
1660-1662, durante un soggiorno a Messina, progetta e realizza la
chiesa della Santissima Annunziata, la Casa dei Teatini, la chiesa
di San Filippo e la chiesa dei Padri Somaschi.
Quest’ultima opera ha un’importanza particolare poiché
compare per la prima volta il tipo della cupola aperta ad archi
intrecciati che diventerà uno dei motivi predominanti dell’architettura
del Guarini.
Poco tempo dopo il ritorno a Modena è inviato a Parigi per
occuparsi della costruzione della chiesa di Sainte Anne - la Royale.

Nel 1666 è chiamato a Torino dove rimane
fino al 1681 come ingegnere e matematico di Carlo Emanuele di Savoia.
L’incarico affidatogli permette all’architetto di esprimere
nel modo più compiuto il proprio genio sia quando ha la possibilità
di progettare edifici ex novo sia quando è costretto a costruire
su preesistenze.
Pressoché tutti i grandi cantieri piemontesi del periodo
registrano l’intervento del Guarini, soprattutto nel cuneese
e in Torino dove realizza, oltre alla Cappella della Santa Sindone
e altri edifici minori, Palazzo Carignano, la Chiesa teatina di
San Lorenzo e la chiesa di San Filippo.
Durante il lungo soggiorno torinese compie alcuni viaggi in Europa,
a Praga e a Lisbona in particolare, in occasione di richieste d’interventi.
Gli anni trascorsi presso il ducato di Savoia consentono all’architetto
di occuparsi anche d’argomenti teorici riguardanti la matematica
e le discipline da essa derivate: geometria, astronomia e architettura.
Muore a Milano nel 1683.

Le suggestioni destate dalle architetture del Bernini
e, soprattutto, del Borromini, dovettero certo impressionare il Guarini
a Roma, quando giovanissimo ammirò il nuovo S. Carlo alle Quattro
fontane e S. Ivo alla Sapienza. Come altri filosofi, astronomi, architetti,
appartenenti ad una comune èlite cosmopolita che abbracciarono
una o più discipline scientifiche, anche Guarini fondò con
assoluta libertà il processo di progettazione sulle suggestioni
della geometria descrittiva. La luce fu per lui un mezzo fondamentale
per suscitare spazi architettonici. La sua materia costruttiva non avrebbe
vita senza quei bagliori radenti, quelle luminosità diffuse, quegli
abbaglianti raggi, che all’interno e persino all’esterno dei
suoi edifici introdusse con pertinente energia. L’innovazione guarinaniana
più evidente è l’inserimento di intrecci geometrici,
lineari e spaziali. “Si veda la struttura nuda delle sue cupole:
un ritmo sempre più serrato di segmenti curvilinei lanciati nello
spazio vuoto, un istante di equilibrio miracolosamente fermato. E’
l’istante in cui il calcolo matematico coincide con il percorso
della fantasia che tende a Dio, l’istante in cui la logica coincide
con la fede, l’istante in cui Dio si manifesta nel pensiero e nell’opera
(ormai inseparabili) dell’uomo.
La tecnica, dunque, è l’occasione del manifestarsi
della logica divina nell’umana; e poiché la legge della
logica divina è il miracolo, l’architettura è
miracolo logico e tecnico.”. (G.C.Argan, “Storia dell’arte
italiana” ed. Sansoni-1968).
Diede forma a disposizioni architettoniche talvolta manifestatamene
scenografiche, a sistemi statici falsi, incombenti, per accrescerne
lo stupore.
Non dimentichiamoci che siamo in piena età
barocca:
“E' del poeta il fin la maraviglia…”(Giovan Battista
Marino, 1569-1626).

Opere principali del Guarini a Torino: la chiesa
di S. Lorenzo, la cappella della Sindone in duomo, il Palazzo Carignano,
il palazzo ora dell’Accademia delle Scienze, il Santuario
della Consolata.

Palazzo Carignano
Cupola di San Lorenzo
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Santuario della Consolata

Cappella della S. Sindone
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Accademia delle Scienze |
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